Piccole storie d'amore (per i libri) - "I
libri, una piccola anticipazione di immortalita'"
'"Una volta Valentino Bompiani aveva
fatto circolare un motto: Un uomo che legge
ne vale due. Detto da un editore potrebbe
essere inteso solo come uno slogan indovinato,
ma io penso significhi che la scrittura (in
generale il linguaggio) allunga la vita.
Sin dai tempi in cui la specie incominciava
a emettere i suoi primi suoni significativi,
le famiglie e le tribu' hanno avuto bisogno
dei vecchi. Forse prima non servivano e venivano
buttati quando non erano piu' buoni per la
caccia. Ma con il linguaggio i vecchi sono
diventati la memoria della specie: si sedevano
nella caverna, attorno al fuoco, e raccontavano
quello che era accaduto (o si diceva fosse
accaduto, ecco la funzione dei miti) prima
che i giovani fossero nati. Prima che si
iniziasse a coltivare questa memoria sociale,
l'uomo nasceva senza esperienza, non faceva
in tempo a farsela, e moriva. Dopo, un giovane
di vent'anni era come se ne avesse vissuti
cinquemila. I fatti accaduti prima di lui,
e quello che avevano imparato gli anziani,
entravano a far parte della sua memoria.
Oggi i libri sono i nostri
vecchi. Non ce
ne rendiamo conto, ma la
nostra ricchezza
rispetto all'analfabeta
(o di chi, alfabeta,
non legge) e' che lui sta
vivendo e vivra'
solo la sua vita e noi
ne abbiamo vissuto
moltissime. Ricordiamo,
insieme ai nostri
giochi d'infanzia, quelli
di Proust, abbiamo
spasimato per il nostro
amore ma anche per
quello di Priamo e Tisbe,
abbiamo assimilato
qualcosa della saggezza
di Solone, abbiamo
rabbrividito per certe
notti di vento a Sant'Elena
e ci ripetiamo, alla fine
della fiaba che
ci ha raccontato la nonna,
quella che aveva
raccontato Sheherazade.
A qualcuno tutto questo
da' l'impressione
che, appena nati, noi siamo
gia' insopportabilmente
anziani. Ma e' piu' decrepito
l'analfabeta
(di origine o di ritorno),
che patisce arteriosclerosi
sin da bambino, e non ricorda
(perche' non
sa) che cosa sia accaduto
alle Idi di Marzo.
Naturalmente potremmo ricordare
anche menzogne,
ma leggere aiuta anche
a discriminare. Non
conoscendo i torti degli
altri l'analfabeta
non conosce neppure i propri
diritti.
Il libro e' un'assicurazione
sulla vita,
una piccola anticipazione
di immortalita'.
All'indietro (ahime') anziche'
in avanti.
Ma non si puo' avere tutto.''
Umberto Eco
Estratto da ''Perche' i
libri allungano la
vita'' LA BUSTINA DI MINERVA,
1991).
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