Piccole storie d'amore (per i libri) - "Conoscere
i libri prima di leggerli"
''Una biblioteca di casa non e' solo un luogo
in cui si raccolgono libri: e' anche un luogo
che li legge per conto nostro. Mi spiego.
Credo che sia capitato a tutti coloro che
hanno in casa un numero abbastanza alto di
libri di vivere per anni con il rimorso di
non averne letti alcuni, che per anni ci
hanno fissato dagli scaffali come a ricordarci
il nostro peccato di omissione.
Poi un giorno accade che
prendiamo in mando
uno di questi libri trascurati,
incominciamo
a leggerlo, e ci accorgiamo
che sapevamo
gia' tutto quel che diceva.
Questo singolare
fenomeno, di cui molti
potranno testimoniare,
ha solo tre spiegazioni
ragionevoli. La prima
e' che, avendo nel corso
degli anni toccato
varie volte quel libro,
per spostarlo, spolverarlo,
anche soltanto per scostarlo
onde poterne
afferrare un altro, qualcosa
del suo sapere
si e' trasmesso, attraverso
i nostri polpastrelli,
al nostro cervello, e noi
lo abbiamo letto
tattilmente, come se fosse
alfabeto Braille.
Io sono seguace del CICAP
e non credo ai
fenomeni paranormali, ma
in questo caso si',
anche perche' non ritengo
che il fenomeno
sia paranormale: e' normalissimo,
certificato
dall'esperienza quotidiana.
La seconda spiegazione
e' che non e' vero
che quel libro non lo abbiamo
letto: ogni
volta che lo si spostava
o spolverava vi
si gettava uno sguardo,
si leggeva la bandella
di copertina, si apriva
qualche pagina a
caso, e cosi' poco per
volta se ne e' assorbita
gran parte.
La terza spiegazione e'
che mentre gli anni
passavano leggevamo altri
libri in cui si
parlava anche di quello,
cosi' senza rendercene
conto abbiamo appreso che
cosa dicesse (sia
che si trattasse di un
libro celebre, di
cui tutti parlavano, sia
che fosse un libro
banale, dalle idee cosi'
comuni che le ritrovavamo
continuamente altrove).
In verita' credo che siano
vere tutte e tre
le spiegazioni che interagiscono
tra loro.
Si leggono altri libri,
senza accorgercene
leggiucchiamo anche quello,
e anche soltanto
a toccarlo qualcosa nella
grafica, nella
consistenza della carta,
nei colori, ci parla
di un'epoca, di una ambiente.
Tutti questi
elementi messi insieme
'quagliano' miracolosamente
e concorrono tutti insieme
a renderci familiari
a quelle pagine che, legalmente
parlando,
non abbiamo mai letto.
Se pertanto una biblioteca
serve per conoscere
il contenuto di libri mai
letti, quello di
cui ci si dovrebbe preoccupare
non e' la
sparizione del libro bensi'
quella delle
biblioteche di casa.''
Umberto Eco
Estratto da ''Leggere i
libri coi polpastrelli''
(LA BUSTINA DI MINERVA,
1998).
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