Piccole storie d'amore (per i libri) - "Malati
d'amore per i libri"
'''L'amore per i libri e' una vera e propria
malattia. Anzi, si puo'
ragionevolmente scrivere
che e' una delle peggiori
che possano capitare.
Pur di avere una copia
unica, molti bibliofili
sarebbero pronti a commettere
delitti; per
comperare opere rare si
sono rovinate piu'
persone che non ai tavoli
da gioco o nell'inseguimento
di donne fatali.
I libri, secondo il vero
bibliofilo, cambiano
la vita per la libidine
che scatenano piu'
che per le idee che contengono.
E anche grandi
spiriti dell'umanita' non
furono esenti da
stravaganze. Kant non oltrepasso'
mai i confini
della Prussia Orientale,
preferendo agli
spostamenti i libri di
viaggio: i suoi commensali
rimanevano stupiti da come
sapesse descrivere
popoli lontani, conosciuti
pero' soltanto
attraverso le letture.
E Tommaso d'Aquino,
impossibilitato a leggere
comodamente per
l'enorme pancia, faceva
scavare i tavoli
per poter godere tranquillamente
un'opera.
Caterina di Russia scomodo'
esercito e marina
per far trasportare la
biblioteca di Voltaire
a Pietroburgo: la voglia
di possedere i libri
del filosofo le fece sborsare
somme immense.
Per arrivare ai nostri
giorni, diremo che
uno scrittore come Giuseppe
Pontiggia arrivo'
piu' volte a far verificare
la stabilita'
della sua casa. E se scopriva
un libro con
un difetto era tormentato
per giorni, o almeno
sino a quando ne trovava
una copia perfetta.
Ci sono persone che vivono
come accampate
pur di lasciare spazio
alle opere che accumulano
senza sosta e ci sono bibliofili
che trascorrono
la vita a controllare i
loro esemplari piu'
che a leggerli. Chi si
circonda di libri
crede quasi sempre nel
loro effetto taumaturgico
e si convince che la conoscenza
comincia
con il contatto cartaceo
piu' che con la
lettura.
Occorrerebbe usare il termine
'libridinosi'
per tutti coloro che provano
piacere fisico
acquistando o leggendo
libri. Dalla passione
dei libri non si guarisce
e ogni cura puo'
solo attenuare momentaneamente
la malattia.
Soltanto la mancanza di
spazio riesce a far
ragionare un libridinoso.
Ma non sempre succede.
Anzi, egli cerchera' prima
il posto per i
suoi libri e poi per vivere.''
Armando Torno
Estratto da ''Quella passione
inguaribile
di regine, santi e scrittori''
LA STAMPA
28/08/2005
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